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Siamo partiti alla volta della Danimarca con l'intento di scoprire le bellezze di Copenhagen (in danese: ''køben havn'' significa ''Porto Dei Mercanti''). Appena scesi dall'aereo si entra nel terminal internazionale, un bellissimo hub a misura d'uomo con negozi colorati lungo la via per l'uscita. Pernotteremo all'Hotel Admiral, antico granaio completamente restaurato la cui costruzione risale al 1780; la sala breakfast si affaccia sul porto civile dove è attraccato un bellissimo clipper nero. All'arrivo ci accoglie un acquazzone che ci introduce al clima nordico, fresco e piovoso d'estate e rigido d'inverno. Pensare che nello stesso istante a Cagliari si sfiorano i 35 gradi! La prima visita è d'obbligo al canale di Nyhavn, un grazioso specchio d'acqua dove sono attraccate tante imbarcazioni, due delle quali ospitano un teatro e un ristorante sull'acqua. Lungo questo canale si svolge la vita sociale degli abitanti di Copenhagen, giovani e meno giovani. É questa una zona pedonale sulle cui sponde troviamo graziosi ristoranti e pub dove ascoltare musica dal vivo. Sempre sul Nyhavn c'è anche la casa dove soggiornò Hans Christian Andersen, autore di fiabe ancora oggi apprezzate dai più piccoli (una è ''la Sirenetta'' la cui statua in bronzo è posta su una roccia come simbolo della città). Amato e odiato perché brutto e incapace, il ricordo di questo scrittore lo si ritrova spesso a Copenhagen: si può ammirare la sua statua in Radhuspladsen, la piazza del Municipio, nei pressi del parco Tivoli oppure al parco dei Rosenborg. Ma torniamo al Nyhavn: poco lontano da qui c'è una maestosa piazza (Kongens Nytorv) che introduce alla via pedonale più lunga d'Europa, chiamata Strøget. Anche questo, come il Nyhavn, è per i danesi, un luogo di incontro. Una bellissima strada pedonale dove, tra le tante attività commerciali, spicca lo Show Room delle porcellane Reali, il negozio che rifornisce la Reale Famiglia Danese. É in questa via che una situazione simpatica mi permette di scattare una fotografia che ancora oggi conservo gelosamente tra i miei ricordi: la bimba bionda che accarezza con una mano il bracco, mentre con l'altra viene tenuta dal papà. Ho letto da qualche parte: ''Sorridete e i danesi vi sorrideranno'' ed è sorprendentemente vero! Sono persone simpatiche e cordiali; nel nostro soggiorno, intenti a scattare qualche fotografia, più volte si sono offerti di scattarci una foto. Percorrendo la città ci si rende conto di quanto sia essenziale, per i danesi, favorire il contatto con la natura e assicurarsi una migliore qualità della vita. La città appare ordinata e tranquilla, l'aria è limpida e pulita, le macchine poche, le biciclette tante. Passeggiando per le vie di Copenhagen si scorgono angoli pittoreschi come quello mostrato nella fotografia con le biciclette. Già, perché la bicicletta, è il mezzo di trasporto più amato dai danesi, un altro punto a vantaggio della qualità dell'aria e quindi della vita. Alla fine dello Strøget si apre la piazza con il Municipio e al di là della strada un intero isolato occupato dal parco dei divertimenti Tivoli. Entrando ci ritroviamo immersi in un'atmosfera fiabesca. Eretto nel 1843, il Tivoli non è soltanto un luna park ma anche un centro culturale (con il teatrino all'aperto); è un luogo dove passeggiare tra fiori, fontane colorate e bizzarri edifici. È un'isola riposante e per questo ci vanno anche gli anziani, come dimostra la fotografia. Nella speranza di non aver annoiato i lettori ma, piuttosto, di aver stimolato la curiosità e la voglia di partire per visitare questa bellissima città del Nord Europa, vi diamo appuntamento al prossimo réportage. |
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