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Bruno Pagnanelli 
Afghanistan
Le note di Giorgia entrano sulla mia scrivania piena di polvere … con una canzone che mette i brividi. "e poi sarà come morire...". I brividi mi salgono dalla schiena, carezzano il collo, alzano i peli superficiali come se passasse un soffio di vento gelido solo su pochi millimetri di superficie …"amore che non vola, che ti sfiora il viso e che ti abbandona..." ho la sensazione che dal naso iniziano a salire lacrime.. sono solo e potrei liberarmi dall'angoscia che mi pervade ogni mattina che vedo il mondo fuori e che combatto con la sensazione dello spazio vuoto fra le montagne. Oggi è passato il fronte ed ha lasciato disegnati diversi livelli di sfondo con 3-4 linee di montagne che si vedono in differenti piani di lontananza… le ultime hanno la cima bianca di eterno. Il velo di nebbia che scende dal turkmenistan si scontra con le prime avvisaglie dell'Hindu Kush e del Selseleh-Ye, le tavole di terra ocra verso l'Iran sono libere e dicono che il caldo presto arriverà a trasformare tutto in polvere finissima come borotalco. Il suono dei generatori è sempre in sottofondo e non bastano le grida del mattino a scansare il sottile ronzio che ti accompagna per tutto il giorno. La vita nel campo scorre lenta. Si muove come se fosse un pachiderma che è pronto ad impazzire e a trasformarsi nella fila delle formiche quando mischi la fila indiana e tutte diventano improvvisamente imprevedibili e iperattive. Ho la necessità di vedere cose che non siano colorate di grigio e di sabbia! Rientro nella tenda con la speranza che il caldo dei condizionatori dopo la passeggiata del mattino sia come un abbraccio di un pile già usato. Il caldo ed il freddo sono come la gioia e l'ansia, si sovrappongono, si superano come in una corsa folle a chi arriva prima… si susseguono durante la giornata come se fossero delle cose assolutamente normali. A momenti di felicità per cose futili susseguono stati di ansia profonda... Ieri sera ho perso tempo a guardare il cielo, era profondo e mi toccava il naso rivolto verso l'alto con la moltitudine di segni piccoli e infiniti. L'assenza di luce intorno lo apre come un vaso di pandora, più lo guardi, più lo vedi profondo e più ti perdi nel sogno di poter essere una cometa e di poter viaggiare a ritroso nello spazio e nel tempo per poter tornare da dove sei venuto o per raggiungere prima il termine del viaggio. Giorgia ha terminato un'altra canzone, la sensazione di peso al naso è scomparsa, forse sono di nuovo pronto per andare a prendere la giusta dose di rumore su quel camion fatto di metallo e di kerosene, vado a prendere le meteo ma tanto sò che non serviranno. Il cielo è terso e alto come quello di stanotte, solo più luminoso. Buongiorno sole, buongiorno rocce, aspettatemi vi vengo a prendere.
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